venerdì 24 aprile 2015
Il 25 aprile che vorrebbe il COISP
Domani la Festa del 25 aprile, il Coisp: "Aspettiamo di Poter festeggiare anche noi la Liberazione' da odio, accanimento, maltrattamenti, indifferenza, da una Politica che ci pugnala alle spalle e da vertici che ci sacrificano appena serve"
“Domani è il 25 aprile, una data importante, una festa importante per l’Italia. Ma le Forze dell’Ordine italiane hanno ancora poco da festeggiare, purtroppo. Ci apprestiamo a vivere ancora questa ricorrenza, aspettando di poter celebrare anche noi, un giorno, la ‘liberazione’ da tante, troppe ingiustizie nei nostri confronti, da tante disparità di trattamento, da tanto odio più o meno dichiarato o strisciante, da una classe politica che non fa altro che bistrattarci, sacrificarci, pugnalarci alle spalle, quando non ignorarci, da ‘Vertici’ che non esitano quando fa comodo a buttarci in pasto ai media a caccia di capri espiatori, o alle recriminazioni di un’opinione pubblica a volte mossa da pura e sola emotività, da un Sistema che complessivamente non fa altro che negarci i più elementari diritti”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla vigilia della Festa di Liberazione che si celebrerà domani, 25 aprile.
“Attendiamo di poter riprendere a fare il nostro difficile lavoro ‘liberi’ da ansie e paure che quotidianamente si moltiplicano di fronte alla caccia alle streghe con cui dobbiamo fare i conti – aggiunge il Segretario Generale del Coisp -, ‘liberi’ dagli ostacoli e dagli impedimenti con cui dobbiamo fare i conti a causa della scarsità di uomini e mezzi che tormentano le nostre giornate; ‘liberi’ dai continui attentati alla fiducia che sta alla base del rapporto fra noi e tutti gli altri cittadini e che rappresentano l’elemento essenziale della nostra attività e della nostra stessa esistenza; ‘liberi’ dalle bugie, dalle prese in giro, dalle strumentalizzazioni e dai tranelli che dobbiamo fronteggiare troppo spesso e che troppo spesso provengono dall’interno del nostro stesso apparato o dalle Istituzioni che dovrebbero garantirci tutela e appoggio”.
Pubblicato da coisp l'aquila
domenica 5 aprile 2015
6° Anniversario del sisma
Pasqua di resurrezione ma con la mente al 6 aprile del 2009 per Migliaia di aquilani che oggi ricordano le 309 Vittime del terremoto del 2009.
Gli Aquilani arrivano alla spicciolata, all'inizio non sembrano essere in molti ma alla fine si conteranno (dicono le fonti ufficiali) 10mila persone.
Alla testa del corteo i Familiari delle Vittime a seguire tutti gli altri, Il lungo serpentone - illuminato dalle migliaia di fiaccole - percorre Via XX Settembre con soste nei luoghi dove alcuni palazzi sono venuti giù come grissini facendo numerose vittime; sosta all'altezza della Casa dello Studente e poi arrivo in Piazza Duomo dove sono stati letti i nomi delle 309 persone scomparse quella notte.
Il suono della campana delle Anime Sante dopo ogni nome delle vittime - squarcia il silenzio e mette i brividi.
Segue, poi, la messa Che che si concluderà alla 3.32 ora del terremoto, quando anche la Campana della Chiesa di santa Maria del Suffragio tornerà a suonare per 309 volte.
A noi piace anche ricordare Pamela Mattei di 18 anni e Maria Grazia Rotili di 19 anni - due giovani ragazze vittime di un tragico incidente, avvenuto il 6 aprile 2011, dopo la fiaccolata.
Pubblicato da coisp l'aquila
mercoledì 1 aprile 2015
Polizia disarmata in ordine pubblico: era un PESCE d'APRILE
Polizia disarmata in ordine pubblico.
Una follia che solo questo Governo poteva inventarsi.
MA, COME OGNI ANNO, IL NOSTRO PESCE D'APRILE
E' STATO ANCHE LO SPUNTO PER TORNARE A PARLARE
DI QUESTIONI CHE DANNEGGIANO LA SICUREZZA DEL PAESE!
Un nostro comunicato stampa di ieri 31 marzo portava a conoscenza di «un progetto che mira a «mandare i poliziotti disarmati nei servizi di Ordine Pubblico, per combattere alla pari con i manifestanti, … l’apoteosi delle più becere rivendicazioni dei tempi di Democrazia Proletaria, che evidentemente vive e lotta in questo Governo». Denunciavamo che si trattava di una follia che solo questo Governo poteva inventarsi e puntualizzavamo che dopo ogni sorta di mortificazione degli Operatori della Sicurezza, «questo progetto va reso pubblico», altro che la riservatezza che ci era stata chiesta. Aggiungevamo che “I poliziotti disarmati nei servizi di Ordine Pubblico, sono la vendetta per avere rispedito al mittente l’altra follia del numero identificativo sui caschi, ma noi del Coisp diciamo no a questo silenzio ipocrita che ci vorrebbe rendere complici e muti come pesci.” e pretendevamo una precisa presa di posizione del Capo della Polizia e di Alfano perché «Più passano le settimane e più la Sicurezza di questo Paese sembra una pessima puntata di “Scherzi a parte”, andata a male come pesce marcio.» Ebbene, pur trattandosi oggi di un Pesce d’Aprile, non è certo lontano dall’attualità, ma è invero proprio quello che adesso accade, che i Poliziotti si trovino a combattere una battaglia a tutela della legalità con una dotazione strumentale assolutamente inadeguata e del tutto carente e con una dotazione organica tanto allarmante quanto ignorata. A causa di una totale incapacità gestionale da parte anche del Dipartimento della P.S., già oggi in non pochi uffici di Polizia i nostri colleghi sono costretti a tirare a sorte chi potrà prestare servizio di Volante, di scorta, etc… portando al seguito un giubbetto antiproiettile. Diecimila di tali dispositivi di difesa, difatti, sono scaduti e non sono stati rimpiazzati per tempo per l’indifferenza di un Ministero che ritiene sempre più di poter tutelare la sicurezza dei cittadini con le sole chiacchiere. Non uno, né cento, ma ben diecimila giubbetti, alcuni dei quali si pretenderebbe di dover continuare ad usare sebbene alcuna concreta prova di efficienza sia stata effettuata … e questo in attesa di nuove forniture che arriveranno ad anno inoltrato ed in parte nel 2016! Quindi meno dotazioni strumentali (questo dei giubbotti antiproiettile è forse l’esempio più vergognoso) ma di contro una sempre maggiore politica dell’annuncio, con squadre speciali per l’antiterrorismo di almeno 10 uomini che dovrebbero essere istituite in ogni Questura quando molte di esse riescono a malapena a mettere in campo una sola Volante composta da due Poliziotti, e con nuclei speciali anticorruzione in ogni Questura quando nella realtà dei fatti tale incarico non potrà che essere affidato a chi già opera su altri settori (… in attesa che si riesca a portare a compimento il miracolo della clonazione del personale, a costo zero, ovviamente, su cui - questo sì che sembra certo - il Ministero dell’Interno sta concentrando i propri sforzi). In compenso continua l’indifferenza nei confronti dei diritti dei Poliziotti e delle prerogative di chi li rappresenta!!! Beh, l’auspicio è che taluni prendano in seria considerazione l’opportunità di lasciare la propria poltrona a soggetti più capaci e comunque veramente intenzionati a far funzionare l’apparato Sicurezza di questo Paese, riprendendo ad assicurare ai cittadini TUTTI quei diritti all’incolumità personale ed alla salvaguardia dei propri beni che è garantito loro dalla Costituzione.
Pubblicato da coisp l'aquila
martedì 31 marzo 2015
Polizia disarmata in ordine pubblico? per il COISP, una follia che solo questo Governo poteva inventarsi.
Polizia disarmata in ordine pubblico? Una follia che solo questo
Governo poteva inventarsi. Dopo ogni sorta di mortificazione
degli Operatori della Sicurezza, questo progetto va reso pubblico,
altro che riservatezza!
“E’ l’apoteosi delle più becere rivendicazioni dei tempi di Democrazia Proletaria,
che evidentemente vive e lotta in questo Governo. I poliziotti disarmati nei servizi
di Ordine Pubblico, sono la vendetta per avere rispedito al mittente l’altra follia
del numero identificativo sui caschi, ma noi del Coisp diciamo no a questo silenzio ipocrita
che ci vorrebbe rendere complici e muti come pesci.”
Questo il duro commento del COISP, alla notizia, che ci era stato chiesto di tenere riservata,
di un progetto che mira a “mandare i poliziotti disarmati nei servizi di Ordine Pubblico,
per combattere alla pari con i manifestanti”.
Questo è un cavallo di battaglia della sinistra più reazionaria ed oltranzista,
che evidentemente conta ed influisce in questo Governo più del Ministro dell’Interno,
che infatti tace su questa vergognosa iniziativa. Vogliamo una precisa presa di posizione
del Capo della Polizia e di Alfano! Più passano le settimane e più la Sicurezza di questo
Paese sembra una pessima puntata di “Scherzi a parte”, andata a male come pesce marcio.
Come si può pensare di affrontare le tante preannunciate manifestazioni delle prossime
settimane? Come possiamo contrastare le minacce terroristiche nei prossimi eventi
di risonanza mondiale come Expo e Giubileo? A mani nude?
Voci dei corridoi parlamentari riferiscono che l’argomento usato per motivare questo
ignobile progetto, sembra essere stato che i “bobbies” inglesi sono disarmati,
ma ciò è completamente falso. L’ultimo progetto F.I.S.H. (Force Inducted Safety Help)
prevede i “bobbies” armati non solo con pistole, ma anche con Taser, spray al peperoncino,
giubbotti antiproiettile sottocamicia e tutti quei dispositivi necessari a tutelare un Operatore
di Polizia, cose che da noi solo il Coisp, inascoltato, continua a rivendicare da anni.
Essere presi a pesci in faccia da questa politica, senza che nessuno alzi un dito
per difendere i poliziotti, è l’ennesima, tristissima prova di “com’è profondo il mare”
in cui si stanno inabissando la democrazia e l’ordine pubblico. Pubblicato da coisp l'aquila
martedì 17 marzo 2015
Alfonso TERRIBILE nuovo Questore dell'Aquila
Sarà il Dr. Alfonso Terribile a sostituire il Questore dell'Aquila Vittorio RIZZI trasferito a Roma per assumere l'incarico di Dirigente dell'Ispettorato Palazzo Chigi.
TERRIBILE proviene da Rimini dove e Stato Questore dal 1 novembre 2012.
Origini pugliesi, 58 anni entrato a far parte della Polizia di Stato nel 1975 dopo aver frequentato l'Accademia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza a Roma e Stato Assegnato al la Scuola Allievi Guardie di PS di Piacenza.
Origini pugliesi, 58 anni entrato a far parte della Polizia di Stato nel 1975 dopo aver frequentato l'Accademia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza a Roma e Stato Assegnato al la Scuola Allievi Guardie di PS di Piacenza.
Dirigente Superiore dal gennaio del 2001, Nel 2003 ha Diretto il Servizio Pianificazione Organizzazione e Risorse della Direzione Interregionale di Firenze e dall'Agosto 2005 lo Stesso Servizio della Direzione Interregionale di Roma.
Dal Dicembre 2007 e Stato Direttore del Servizio Reparti Speciali del Dipartimento della PS
Ha Fatto Parte dell'Osservatorio Nazionale Sulle Manifestazioni sportive e di Gruppi di Governo Presso la Direzione Centrale dei Servizi Tecnico-Logistici e della Gestione Patrimoniale.
Il 1 agosto 2009 e Stato Nominato Questore di Chieti, quindi Questore di Brindisi e, vieni anzidetto Questore di Rimini.
A Brindisi si occupò dell'atroce attentato all'istituto "Morvillo-Falcone", dove morì la studentessa Melissa BASSI, per l'omicidio fu arrestato Giovanni Vantaggiato,
Pubblicato da coisp l'aquila
17 Marzo si celebra l’Unità d’Italia. Il COISP è festa nostra
Oggi 17 Marzo si celebra l’Unità d’Italia, il Coisp: “E’ la Festa
di chi ci crede e di chi lavora per essa, di chi mette la vita al servizio
del Paese. E’ nostra e di chi fa il tifo per noi, di nessun altro.”
“Oggi è il 17 marzo, giorno della Festa dell’Unità d’Italia. Un giorno importante.
Non siamo certissimi che tutti i nostri Politici ed Amministratori se lo ricordino, e comunque sarebbe
meglio che fingessero d’ignorarla coloro i quali, accanendosi contro gli Appartenenti alle Forze
dell’Ordine con continue e perseveranti iniziative che si traducono in continue coltellate
alle loro spalle, nei fatti non dimostrano alcun rispetto per tutto quanto è stato necessario
perché avessimo questa Festa e perché possiamo continuare a celebrarla. La Festa dell’Unità d’Italia
è di chi ci crede veramente e di chi lavora per essa, è di chi mette la propria vita al servizio del Paese,
è di quella gente onesta che ‘fa il tifo per noi’ per citare le parole dell’immenso e valoroso eroe
di questa Nazione, Giovanni Falcone.
Quel tifo per noi che è il motivo per il quale andiamo avanti
a capo chino in questo lavoro così difficile e feroce, caparbi e orgogliosi, sempre e comunque,
di quel ‘tifo’ che è il vero ed unico riconoscimento dei nostri sacrifici. Ciò grazie al quale andiamo
avanti, nonostante certe vigliaccate - e non c’è altro modo per definirle - che vorrebbero metterci
in ginocchio e svilirci e massacrarci al punto da farci indietreggiare, magari, davanti al nostri doveri”.
Con queste parole Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, esprime il pensiero
del Sindacato Indipendente di Polizia nel giorno del 154° anniversario dell’Unità d’Italia.
“Questa – aggiunge Maccari – è la festa di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone,
i Marò intrappolati da tre anni in un incubo solo per aver fatto il proprio dovere per l’Italia
unita; è del collega ferito ieri a colpi di pistola a Palermo, solo per aver fatto il proprio dovere
per l’Italia unita; è di Luigi Marasco, il Luogotenente dei Carabinieri in congedo morto ieri
di infarto mentre inseguiva un rapinatore, perché chi ha portato la divisa non smette mai di fare
il proprio dovere per l’Italia unita; è di tutti quei valorosi Appartenenti alle Forze dell’Ordine
che sopportano tutto, dagli sputi alle sprangate, dalla vernice alle accuse infamanti ed ingiuste,
dalle ritorsioni dei delinquenti alle porcherie di certi Politici, ma continuano a fare il proprio
dovere per l’Italia unita, e di tutti i colleghi che svolgono un servizio silenzioso,
diuturno, sacrificando affetti e vita privata anche dentro ad un ufficio, magari, pur di fare
il proprio dovere per l’Italia unita”.
“Questa – conclude Maccari – è la Festa degli Uomini e delle Donne cui oggi il Capo dello Stato
ha tributato i dovuti onori, e di tutti gli italiani che ancora si riconoscono e si commuovono, magari,
quando scorgono il Tricolore, che sventoli su un’asta di bandiera o che sia cucito su una divisa.
Questa, certamente, NON è la Festa di chi non trova nulla di meglio da fare, per questa Italia unita,
che escogitare nuove trappole per i suoi più fedeli Servitori, marchiandoli, imbavagliandoli,
legandoli, e fustigandoli ad ogni occasione”.
Buon Sindacato
Pubblicato da coisp l'aquila
giovedì 26 febbraio 2015
Terrorismo Internazionale: il COISP contesta le dichiarazioni del Capo della Polizia Pref. Pansa fatte alla Camera
"Il Nostro Paese e Piu Esposto del passato Ma che noi siamo pronti ad affrontare l'Isis ... A Una verità, Risponde con Una bugia!"
"Terrorismo che avanza e Italia pronta alla sfida? Ma niente affatto. Organici di Polizia sottodimensionati, impegni Che proliferano, concorsi fermi ed assunzioni bloccate per i Prossimi Due anni, l'intelligenza in grave sofferenza Soprattutto per la Carenza di circa 24.000 Ufficiali di Polizia Giudiziaria, Uffici Strategici per l'Attività di Prevenzione del Terrorismo che viaggiano verso la chiusura, ed una scarsità di mezzi che non se ne vedeva da anni. No. non siamo affatto pronti ad affrontare l'Isis.
Per farlo servirà ben altro delle parole al vento di Autorità che si preoccupano più di fare bella figura agli occhi degli altri che dell'incolumità dei propri uomini. E servirà molto altro rispetto a dei Decreti che dovrebbero fronteggiare l'Emergenza con immediatezza, Quando invece il problema è strutturale e richiede risposte che adeguino l'intero sistema sicurezza agli Internazionali RISPETTO AI standard Quali appariamo quasi ridicoli Soprattutto in tema di Terrorismo ". Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, DOPO le Dichiarazioni del Capo della Polizia, Alessandro Pansa, il which ieri in un'audizione alle Commissioni Parlamentari riunite Giustizia e Difesa alla Camera sul decreto legge di contrasto al Terrorismo Che dev ' Essere convertito in legge ha affermato Che C'è UN "Fattore di Rischio Molto Più accentuato" per l'Italia "RISPETTO al passato" per Quanto riguarda il Terrorismo Internazionale. Secondo Pansa infatti il Nostro Paese e oggi "più Esposto" Perché "i teatri di guerra Sono Molto Più Vicini a noi" e C'è Una forte "scenario Complessità dello degli Attori coinvolti". "Il Fenomeno Terrorismo ha evidenziato figura Nuove venire combattenti all'Estero o lupi solitari" Quali sui, ha sottolineato Pansa, "ABBIAMO Richiesto al Governo, il Che ha Raccolto Le nostre ISTANZE, strumenti per contrastare al meglio QUESTE Nuove fenomenologie". Tra QUESTI Strumenti la possibilita di sanzionare chi si arruola ed also chi si addestra da solista, Magari accedendo a Documenti su internet; la Realizzazione di lista nera di siti internet; le Misure di Prevenzione venire il ritiro del Passaporto. Solo tre giorni fa i mezzi avevano riportato Un'altra Importanti Dichiarazione del Capo della Polizia Che AVEVA affermato venuto il Sistema, un Suo dire, SIA pronto ad affrontare la sfida posta dall'Isis. "La verità pronunciata ieri - insiste Maccari - rende ancor Più Evidente e ancor Più tomba la bugia detta in precedenza. In Italia, grazie alla confusione regna sovrana Che in colomba OGNI, ABBIAMO Reparti Che operano senza Gli Strumenti operativi minimi; ABBIAMO Una Legislazione Che non ci consente di fronteggiare con la dovuta fermezza Situazioni di Rischio; ABBIAMO Immigrati Che si rifiutano di farsi fotosegnalare Che se ne Vanno allegramente in giro per il Paese; ABBIAMO centinaia di Migliaia di siti Altamente Sensibili da proteggere con delle Nazioni Unite numero di Uomini Insufficiente persino per i Più Banali TURNI di servizio; ABBIAMO Colleghi Che Non Sono equipaggiati né addestrati Secondo ted Protocolli operativi neppure per fronteggiare Gli impegni di casa nostra figuriamoci i Terroristi! E potremmo continuare a Lungo ... Ora, la Domanda E del tuto retorica: veramente Si Può Pensare Che siamo pronti a fronteggiare il Terrorismo Internazionale così "?. "La verità e Una e Una sola - conclude Maccari -, per garantire ad Un Paese di farsi trovare pronto di Fronte una Tali Nuovi Pericoli bisogna Investire soldi, soldi e soldi. Se le chiacchiere servissero a Combattere il Terrorismo saremmo in Una botte di ferro ... ma purtroppo Non è così. Servono soldi, vieni ci Hanno dimostrato Gli Altri Paesi Che pur dovendo fronteggiare la Crisi proprio venire noi, Hanno Scelto senza se e senza ma di non sacrificare la Sicurezza pubblica, facendoci sfigurare una volta Di Più per le Nostre Manovre Tutta aria fritta ma Praticamente inutili in concreto ". Pubblicato da coisp l'aquila
giovedì 19 febbraio 2015
Aggressioni alle Forze dell’Ordine, l’ira del Coisp: “Ogni quattro ore un Operatore di Polizia in servizio sulle strade finisce in ospedale, e Politica e Istituzioni incoraggiano questi comportamenti”!
“Quasi duemilatrecento Operatori di Polizia aggrediti nel solo 2014. Un numero impressionante
ed inquietante, anche perché riguarda i soli Operatori impegnati sulle strade e non quelli che svolgono
servizi di ordine pubblico. Un vero e proprio ed indegno ‘tiro al bersaglio’ verso uomini e donne
in divisa che non solo i cittadini ignorano, ma che non importa minimamente a Politica ed Istituzioni
che i dati li devono conoscere eccome, ma che invece per tutta risposta incoraggiano questi
comportamenti.
E come altro potrebbe definirsi il non mettere gli Operatori nelle migliori condizioni
per potersi difendere ed addirittura andare verso la depenalizzazione dei reati che li vedono vittime,
come la resistenza o l’oltraggio a Pubblico Ufficiale, l’intralcio alla giustizia, l’istigazione
a delinquere o a disobbedire alle leggi? Questa è una delle peggiori vergogne dell’Italia, un Paese
che sbandiera a destra ed a manca i lusinghieri risultati delle sue Forze dell’Ordine, omettendo
di ricordare che esse li raggiungono solo ed unicamente a costo di sacrifici personali, andando ben
al di là di quanto sarebbe equo chiedere e quasi sempre utilizzando mezzi personali, che sono
le peggio trattate d’Europa, e che della loro incolumità e sicurezza non frega nulla a nessuno”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia,
a proposito dei drammatici dati relativi alle aggressioni avvenute nel 2014 ai danni di Poliziotti,
Carabinieri, Agenti di Polizia municipale, Operatori delle altre Forze di Polizia e pubblici ufficiali
durante i soli controlli su strada. Ben 2.266, con un Operatore che finisce in ospedale ogni 4 ore,
spesso con conseguenze invalidanti, fisiche e psicologiche. Il 33,3 per cento del totale dei casi,
e cioè 490, riguardano Appartenenti alla Polizia di Stato.
“Noi piuttosto - insiste Maccari - dobbiamo piangere lacrime di sangue per anni per avere in dotazione
un banalissimo spray antiaggressione (peraltro ancora soggetto all’infinita sperimentazione mentre
contro di noi viene usato da tempo immemore!), ancora lottiamo per avere degli altrettanto banali
taser, per avere programmazioni di servizi tali che le pattuglie che escono sul territorio possano avere
se necessario la copertura dei colleghi, per avere le dotazioni di servizio minime e che possibilmente
che non siano scadute come molti giubbotti antiproiettile, e così via discorrendo…”.
“E chi pensa che su tutto questo non incida la logica di voler depenalizzare i reati contro i pubblici
ufficiali si sbaglia - conclude Maccari -. Abbiamo fin qui contato anche troppe vittime fra i colleghi
che ci hanno rimesso la pelle per quelli che sembravano interventi banali, di routine, e quasi innocui,
come può essere fermare un gruppo di ragazzini in un’auto uno dei quali poi ti sfonda il cranio
con un bastone. Ed a conferma di ciò basti sapere che nella metà dei casi delle aggressioni violente
contro di noi vengono utilizzate esattamente mezzi quali bastoni, coltelli, cric, ed in molti casi
la stessa vettura usata per investire i colleghi, che divengono potenziali strumenti di morte. Stabilire
e comunicare così a tutti che intralciare con qualsiasi mezzo violento l’operato dei pubblici ufficiali
non è reato è una cosa talmente irresponsabile da non essere degna di un paese civile. Delle migliaia
di aggressioni avvenute contro di noi, e delle prossime migliaia di ferimenti che verranno, Politica
ed Istituzioni sono e saranno ben più responsabili di coloro i quali materialmente li hanno commessi”.
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giovedì 12 febbraio 2015
INCONTRO CON IL MINISTRO ALFANO
Nella giornata del 10 febbraio 2015, si ì Tenuto il preannunciato incontro di Tra i Sindacati della Polizia di Stato e il Ministro dell'Interno On. Alfano Accompagnato dal Vice Ministro Sen. Bubbico, la Delegazione ministeriale Che era COMPOSTA da: Il Capo della Polizia , il Vice Capo Vicario della Polizia, il Capo di Gabinetto del Ministro e il Direttore dell'Ufficio Rapporti Sindacali del Dipartimento di PS. l e Delegazioni Sindacali erano rappresentate Dai Segretari Generali delle scriventi sigle. L'incontro, giunto anticipato, AVEVA i following Temi all'ordine del giorno:
• legge delega per il riordino delle carriere e di Nazioni Unite Nuovo Modello dell'ordinamento del Personale della Polizia di Stato Che, si interfacci con il Nuovo Modello di Distribuzione degli Uffici e Informazioni relative Carichi di lavoro; Attraverso Una inderogabile Riforma delle carriere di Tutti i Ruoli e qualifiche, ivi COMPRESA la contrattualizzazione del Ruolo Unico della
dirigenza;
• concorsi; interni
• razionalizzazione dei presidi di polizia;
• Protocolli operativi e regole di ingaggio;
• Assunzione straordinaria di Personale Attraverso lo scorrimento delle graduatorie degli idonei, dei concorsi riservati ai di VFB di di di tra cui l'ultimo bandito un 650 posti.
Le Delegazioni sindacali, composte Dai soli Segretari Generali, e la coerente Scelta del cartello di affidare l'Intervento annuncio un unico Portavoce - per osare la certezza all'interlocutore di Trovarsi Davanti a ONU Fronte sindacale compatto Nella Difesa dei Diritti dei Poliziotti - Hanno permesso di Esporre con Estrema chiarezza e franchezza al Ministro le argomentazioni e le criticità di un Sostegno degli argomenti all'ordine del giorno dei Lavori, Il Ministro ha particolarmente apprezzato la Scelta del cartello e le Modalità con cui stato Sono rappresentate le ISTANZE dei Poliziotti.
continua a leggere il comunicato
http://www.coisp.it/archivio-completo/finish/309-2015/12323-incontro-con-il-ministro-alfano-esito-comunicato-congiunto-12-feb-2015
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giovedì 22 gennaio 2015
Elezione del Presidente della Repubblica - Maccari si candida.
Il Coisp Scrive ai Parlamentari Ed ai Delegati Regionali: "Serve Un vero Cambiamento Che assicuri la rinascita del Paese Contro la dittatura dell'impunità".
![]() |
| Maccari for President |
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, Sara Tra i Candidati in vista della elezione del nuovo Prossima Presidente della Repubblica fissata per giovedì 29 gennaio. E lo Stesso Maccari una notizia darne con Una missiva INVIATA a tutti i Parlamentari Ed ai Delegati Regionali Chiamati ad Essere Protagonisti di "uno dei momenti Più Importanti per il Paese", in cui Spiega un Chiare Lettere Il senso della SUA Iniziativa: "Probabilmente non mi voterà nessuno, ma un me è SUFFICIENTE Che QUESTE poche righe Vi servano una Capire oa ricordarVi Che È necessario Che racconto nuovo Presidente SIA Una Persona Che non potra continuare ad ignorare lo scollamento sociale, i Conflitti di piazza e la sempre crescente Necessita di SCEGLIERE Tra Essere Un Paese democratico dove esistono Regole Ed Un Paese colomba vige Una dittatura dell'impunità, Servita ed asservita ad ONU gruppo Che non vive i Problemi Quotidiani dei Cittadini seppur Siede lì colomba le leggi andrebbero pensate in Nome e per Conto del popolo italiano " . Uno ed Uno solista l'Obiettivo imprescindibile Che il Segretario Generale del Sindacato Indipendente insiste ad INDICARE con Tutta la forza dettata Dalla Necessita di trovare "Un Nome Che vada controcorrente e Che Sappia incarnare la richiesta degli italiani al Diritto alla Sicurezza, alla certezza delle leggi e della pena ", contro" this indolente rassegnazione al peggio tanto, tanto meglio Che ispira la continua depenalizzazione dei reati Che Trasforma OGNI cittadino onesto in Una sicura Vittima dell'impunità dei Criminali ", e Perché si restituisca" Qualche Garanzia Agli italiani onesti Che Loro le tasse servono alle opere pubbliche e non ad ingrassare i Corrotti ed i corruttori ". "Solo Allora - afferma Maccari - il nuovo Presidente Sarà il vero garante della Costituzione e dei Principi di Equità Che Sono la base di della Democrazia. Solo Così Sarà persona Capace di osare Una forte Spinta verso la rinascita della Nostra Italia ".
Pubblicato da coisp l'aquila
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