giovedì 22 gennaio 2015

Elezione del Presidente della Repubblica - Maccari si candida.

Il Coisp Scrive ai Parlamentari Ed ai Delegati Regionali: "Serve Un vero Cambiamento Che assicuri la rinascita del Paese Contro la dittatura dell'impunità". 

Maccari for President
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, Sara Tra i Candidati in vista della elezione del nuovo Prossima Presidente della Repubblica fissata per giovedì 29 gennaio. E lo Stesso Maccari una notizia darne con Una missiva INVIATA a tutti i Parlamentari Ed ai Delegati Regionali Chiamati ad Essere Protagonisti di "uno dei momenti Più Importanti per il Paese", in cui Spiega un Chiare Lettere Il senso della SUA Iniziativa: "Probabilmente non mi voterà nessuno, ma un me è SUFFICIENTE Che QUESTE poche righe Vi servano una Capire oa ricordarVi Che È necessario Che racconto nuovo Presidente SIA Una Persona Che non potra continuare ad ignorare lo scollamento sociale, i Conflitti di piazza e la sempre crescente Necessita di SCEGLIERE Tra Essere Un Paese democratico dove esistono Regole Ed Un Paese colomba vige Una dittatura dell'impunità, Servita ed asservita ad ONU gruppo Che non vive i Problemi Quotidiani dei Cittadini seppur Siede lì colomba le leggi andrebbero pensate in Nome e per Conto del popolo italiano " . Uno ed Uno solista l'Obiettivo imprescindibile Che il Segretario Generale del Sindacato Indipendente insiste ad INDICARE con Tutta la forza dettata Dalla Necessita di trovare "Un Nome Che vada controcorrente e Che Sappia incarnare la richiesta degli italiani al Diritto alla Sicurezza, alla certezza delle leggi e della pena ", contro" this indolente rassegnazione al peggio tanto, tanto meglio Che ispira la continua depenalizzazione dei reati Che Trasforma OGNI cittadino onesto in Una sicura Vittima dell'impunità dei Criminali ", e Perché si restituisca" Qualche Garanzia Agli italiani onesti Che Loro le tasse servono alle opere pubbliche e non ad ingrassare i Corrotti ed i corruttori ". "Solo Allora - afferma Maccari - il nuovo Presidente Sarà il vero garante della Costituzione e dei Principi di Equità Che Sono la base di della Democrazia. Solo Così Sarà persona Capace di osare Una forte Spinta verso la rinascita della Nostra Italia ". 

mercoledì 21 gennaio 2015

Reperibilità e cambi turno reperite risorse ulteriori per remunerare produttività collettiva

Nel corso dell’incontro di ieri abbiamo registrato con soddisfazione l’efficacia delle misure concordate nel recente passato tra Sindacati ed Amministrazione per indurre tutti gli uffici ad attenersi ai parametri stabiliti per l’utilizzo di cambi turno e reperibilità: si tratta di istituti remunerati con risorse contrattuali e quindi “di proprietà” dei poliziotti, quindi ogni volta che un Dirigente ne determina un utilizzo non corretto vengono danneggiati tutti i poliziotti che operano nei restanti uffici.
Abbiamo registrato che nel complesso non vi è stato sforamento delle risorse destinate a questi due istituti, ma anzi ci saranno dei residui che potranno essere utilmente distribuiti per remunerare altre fattispecie: a tal fine la nostra indicazione cade ovviamente sulla produttività collettiva. Questi residui in futuro potranno aumentare, visto che in alcune realtà permangono ancora specifici sforamenti su cui sono state fornite spiegazioni spesso vaghe e generiche: le organizzazioni sindacali hanno pertanto chiesto all'Amministrazione di accertare in maniera analitica e tassativa le motivazioni degli sforamenti, richiamando i Dirigenti alla scrupolosa osservanza delle disposizioni in materia affinché non vengano penalizzati gli uffici virtuosi.
In ogni caso tutte le risorse residue dovranno essere destinate alla remunerazione della cosiddetta produttività collettiva, vale a dire l’effettiva presenza in servizio, che per quest’anno, grazie ad ulteriori risorse disponibili, potrà giungere fino a 1.200 euro lordi pro capite.
Si è pertanto concordato di licenziare così come sono le contabilità 2014 al fine di consentire al Tep di procedere all'elaborazione dei dati nel più breve tempo possibile - comunque entro il prossimo mese di febbraio - in modo da poter poi procedere alla sottoscrizione dell’accordo per la distribuzione delle risorse previste dal Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali al più presto possibile: la liquidazione agli interessati dovrà essere assicurata entro la primavera prossima.
Sempre per garantire la massima tempestività, efficienza ed efficacia nel sovrintendere alla distribuzione futura delle risorse disponibili in maniera corretta, equa e trasparente, è stato già calendarizzato per martedì 27 gennaio prossimo un nuovo incontro nel corso del quale affrontare la tematica di cambi turno e reperibilità per l’anno appena iniziato.
Roma, 21 gennaio 2014

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mercoledì 14 gennaio 2015

13 gennaio 1915 Centenario del Sisma della Marsica


I sismografi registrarono un terremoto del settimo grado della scala Richter, la bomba sganciata su Hiroshima e' ferma tra il quinto e sesto grado della scala Mercalli, il terremoto della Marsica l'11esimo. Fu il secondo terremoto piu' forte della storia d'Italia, una furia devastante pari alla potenza di 32 milioni di tonnellate di dinamite.
Ad Avezzano, morirono 9 persone su 10, rimase in piedi una sola casa. Rimasero interrotte tutte le vie di comunicazione, in baleno scomparirono tutte le Autorità Civili e Militari, da quel disastro scampo, miracolosamente, un poliziotto, che percorse  diversi Km di strade impraticabili sino ad arrivare a Sante Marie dove pote "telegrafare" a Roma dando la notizia del disastro. Sul campo, per mesi, furono impegnati nei soccorsi oltre 7000 uomini delle Forze Armate oltre che un contingente di Funzionari ed Agenti di Pubblica Sicurezza. La Polizia, per l'opera prestata, ricevette la "medaglia d'oro" di benemerenza. 

RAZIONALIZZAZIONE PRESIDI:Sindacati fermano progetto di chiusura indiscriminata in attesa dell’incontro con il Ministro

Questa mattina, come preannunciato si è tenuta la riunione con il Vice Capo della Polizia con funzioni Vicarie Alessandro MARANGONI e una delegazione composta dai Direttori Centrali degli Affari Generali e di tutte le Specialità, oltre che i responsabili dell’Ufficio Rapporti Sindacali, del Servizio Polizia Stradale e dei Reparti Speciali.
Il Prefetto Marangoni ha aperto i lavori ribadendo che tale riorganizzazione è necessaria per una migliore efficienza delle struttura e in funzione della carenza di organico che registriamo, oggi circa 95.000 unità sulle 117.000 previste, nonché della diversa mission a cui bisogna far fronte alla luce delle diverse esigenze operative che si devono affrontare.
Alla luce di tale premessa l’introduzione alla riunione faceva intendere che quella riunione dovesse essere conclusiva del confronto con il Sindacato atteso che l’Amministrazione voleva stabilire tempi e modalità per dare esecuzione all’ipotesi di chiusura dei vari uffici.
Le sottoscritte OO.SS., dopo aver ribadito l’attualità della posizione già espressa con la nota di dicembre dello scorso anno con la quale, per altro, si richiedeva un confronto con il Ministro dell’Interno, rimarcavano come l’ipotesi di chiusura indiscriminata e le motivazioni riportate a base di tale progetto, in concreto, costituivano una riforma dell’attuale modello di sicurezza che, gioco forza, investivano anche le altre Forze di polizia e, in particolare l’Arma dei Carabinieri in quanto anch’essa a competenza generale, e che, proprio per tali ragioni non poteva interessare solo la modifica dell’assetto presidiario della Polizia di Stato ma anche quello ordinamentale e quindi del riordino delle carriere.
Rimodulare l’assetto presidiario, peraltro in modo indiscriminato e senza proporre una contestuale riforma ordinamentale della mission istituzionale e del riordino delle carriere del personale, in relazione anche ai posti di funzione e responsabilità che si determineranno per effetto del nuovo assetto presidiario, significa, a parere delle sottoscritte OO.SS. non voler affrontare la vera questione che oggi ci si pone di fronte anche alla luce della cronica carenza organica e del fatto che la stessa, per effetto del dato anagrafico e del blocco del turn over è destinata ad aumentare sino a raggiungere un gap di oltre 37.000 unità in meno entro il 2020.
In tale ottica, criticando fortemente l’impostazione con cui il Dipartimento intende discutere una materia così complessa e delicata, che incide fortemente sulla vita dei poliziotti e sulla sicurezza dei cittadini, è stato respinto il progetto presentato rinnovando la necessità di un confronto con il Ministro, come richiesto a dicembre, per comprendere la filosofia della riforma e avere garanzie dall’Autorità Nazionale di P.S. rispetto ad un progetto più globale che affronti sia il tema dell’assetto presidiario ma anche quello del riordino dei ruoli e delle carriere del personale in modo armonico e funzionale. Il tutto, ovviamente, anche in considerazione della necessità di valorizzare al massimo il grande sacrificio che i poliziotti stanno affrontando da anni, e che dovranno continuare a sostenere per effetto dell’aumento della carenza di organico che, ad oggi, non sembra destinato a diminuire.
Il Prefetto Marangoni, ribadendo che il confronto rimaneva ancora aperto e comprendendo le ragioni delle nostre rivendicazioni, aggiornava la riunione riservandosi di far conoscere la risposta del Ministro in esito alla nostra rinnovata richiesta di incontro con la massima Autorità di P.S.-
Roma 13 gennaio 2015

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lunedì 29 dicembre 2014

Niente più limiti di altezza per chi vuole entrare nelle Forze armate e nelle Forze di polizia

"Modifica all'articolo 635 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e altre disposizioni in materia di parametri fisici per l'ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze armate, nelle Forze di polizia e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco"

(Testo approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il 18 dicembre 2014, 
non ancora promulgato o pubblicato nella Gazzetta Ufficiale)
(Dovrà essere adottato un regolamento entro 6 mesi!) 

ART. 1.
1.  Al fine di sostituire il requisito dei limiti di altezza per il reclutamento del personale delle Forze armate, previsto dall'articolo 587 del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, con parametri atti a valutare l'idoneità fisica del candidato al servizio, la lettera d) del comma 1 dell'articolo 635 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è sostituita dalla seguente:
«d) rientrare nei parametri fisici correlati alla composizione corporea, alla forza muscolare e alla massa metabolicamente attiva, secondo le tabelle stabilite dal regolamento».
2.  Con regolamento da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta dei Ministri della difesa, dell'interno, dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro delegato per le pari opportunità, sono apportate al citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, le modificazioni necessarie per adeguarlo alla disposizione di cui al comma 1 del presente articolo. Lo schema di regolamento è trasmesso alle Camere per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Il parere deve essere espresso entro trenta giorni dalla data di trasmissione.
Decorso tale termine, il regolamento può essere comunque adottato.
3.  Al fine di evitare ogni forma di discriminazione e garantire la parità di trattamento, il regolamento di cui al comma 2 stabilisce parametri fisici unici e omogenei per il reclutamento del personale delle Forze armate e per l'accesso ai ruoli del personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, potendo differenziarli esclusivamente in relazione al sesso maschile o femminile del candidato; dalla data di entrata in vigore del medesimo regolamento sono conseguentemente abrogati gli articoli 3, 4 e 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 luglio 1987, n. 411, e successive modificazioni.
4. Nelle more dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni recanti i parametri fisici per il reclutamento del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che devono entrare in vigore contemporaneamente, continuano ad applicarsi i limiti di altezza previsti dalla vigente normativa.

Roma 28 dicembre 2014

sabato 20 dicembre 2014

Il COISP contro la chiusura dei presidi di Polizia nella Valle Peligna ed allto Sangro

Importante Iniziativa del COISP, per mezzo del consigliere regionale Coisp, Kristian Serafini Che, unitamente al sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli   Che, stamani, si Sono ritrovati Davanti alla Stazione ferroviaria di Sulmona per scongiurare la chiussura dell'Importante presidio di Polizia in ambito ferroviario, Oltre Che della Stradale di Castel di Sangro. 


(Leggi Gli articoli e guarda i video)

https://www.youtube.com/watch?v=8DW3Tdai1PA&feature=youtu.be

http://www.rete5.tv/index.php?option=com_content&Itemid=2&task=view&id=33813

http://www.reteabruzzo.com/2014/12/19/coisp-no-alla-chiusura-si-al-potenziamento-della-polfer-di-sulmona/

http://www.ondatv.tv/index.php?option=com_k2&view=item&id=12978:no-alla-chiusura-della-polfer-di-sulmona-serafini-coisp-%E2%80%9Cscelta-scellerata-a-danno-dell%E2%80%99intero-indotto-ferroviario%E2%80%9D&Itemid=469

http://www.sulmonalive.it/notizie-onda-tv/no-alla-chiusura-della-polfer-di-sulmona-serafini-coisp-scelta-scellerata-a-danno-dellintero-indotto-ferroviario.html

http://centroabruzzonews.blogspot.it/2014/12/il-coisp-e-lamministrazione-comunale.html

venerdì 5 dicembre 2014

LA VERITA’ SULLA PENSIONE DEI POLIZIOTTI

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

Piovono Meteoriti Sulla Terra, Il sole si Spegne, la luna si scontra con il pianeta, la fregatura, come la chiama GianSapPinocchio -0.2 era prevista, ma cosa fa per risolvere i problemi oltre che  essere un indovino? E in gita per l'Italia con il camper di Mastro Geppetto in compagnia dei Suoi  Burattini. Cio premesso, Il DDL di Stabilità 2015, con la modifica apportata dall'emendamento Camera all'art.  44 / bis (Misure in materia di trattamenti pensionistici) ad integrazione dell'art. 24 c.  2 del DL 22 dicembre 2011 n. 201 convertito in legge 22 dicembre 2011 n. 214 (legge Fornero), prevede per tutto il mondo del lavoro una revisione della misura del trattamento pensionistico, che, laddove approvato da ambo rami del Parlamento, interesserà solo un'aliquota del personale  di Polizia, ovvero chi al 31/12/1995 AVEVA 18 anni di CONTRIBUTI e AVEVA fino alla riforma  pensionistica Fornero il calcolo del trattamento previdenziale effettuato sulla base delle  retribuzioni percepite (sistema retributivo). Infatti, il predetto personale, con l'introduzione del  sistema contributivo per tutti, ha avuto, qualora collocato in quiescenza dal 1 ° gennaio 2012, la  possibilità di percepire una pensione che poteva ammontare anche oltre il massimo previsto dal  nostro ordinamento previdenziale, quindi oltre l'80% della base pensionabile.
Per essere ancora più chiari, chi è andato in pensione entro il 31/12/2011 con il massimo della contribuzione, ha percepito come trattamento pensionistico il 113% dell'ultimo stipendio.
L'introduzione del Sistema contributivo per il personale che originariamente era destinatario del sistema retributivo (circa 6000 poliziotti sono in questa situazione) prevede una  pensione con qualche decina di euro in più e non delle cifre sparate impropriamente da  sappinocchio 2.0.
Va ricordato, comunque, il che quando è iniziata la riforma delle pensioni con la Legge Dini (Nr. 335/95) l'obiettivo di tutti era conservare il vecchio sistema retributivo. Cosa che a questi colleghi viene garantita.
La norma quindi, ha previsto per tutti i lavoratori italiani che il trattamento pensionistico non  possa essere superiore al massimo previsto, e quindi nel nostro caso l'80% della base di di pensionabile.
In conclusione anche in caso il sappinocchio2.0 cerca di fare terrorismo! Facendo passare per novità una norma già prevista originariamente e conosciuta nel 2011 che aveva come obiettivo di evitare, a parità di requisiti, pensioni disomogenee per il personale della Polizia di  Stato e non solo.
Si inventano pasticci per addossare la colpa a quei Sindacati che, con una seria  e responsabile azione hanno conseguito lo SBLOCCO economico, nel tentativo di accreditare la tesi  che il tetto salariale e stato eliminato mettendo le mani in tasca ai colleghi attraverso patto scellerato . Tale argomento e più falso di un soldo bucato. SAPPINOCCHIO dimentica, mistificando la  realtà, che l'emendamento del Governo in tema previdenziale colpisce tutti e non certo solo il personale del Comparto Sicurezza.
Anzi, senza essere degli oracoli, siamo pronti a scommettere che la correzione che ha cancellato i benefici prodotti dalla Legge Fornero sarebbe stata adottata anche se non ci fosse  stato lo SBLOCCO del tetto salariale.
Detto questo, Non possiamo Accettare Che il Governo modifichi il Sistema pensionistico senza sentire, pur essendo previsto dalla Legge, le parti sindacali. Si penalizzano, così, coloro che avevano 18 anni di CONTRIBUTI alla data del 31.12.1995,  che con la Riforma Fornero avrebbero usufruito di un incremento pensionistico, mentre il  provvedimento Governativo fa rivivere per essi la normativa applicata precedentemente, in base alla quale il trattamento previdenziale si determina attraverso il solo sistema retributivo, senza il  ricalcolo dei montanti contributivi.
Nulla cambia per il coloro che sono già destinatari del sistema misto o del contributivo puro, mentre per coloro che sono andati in pensione DOPO il 2012 e destinatari in origine del  sistema retributivo l'eventuale modifica avrà efficacia dal 1.1.2015 con un riesame dei trattamenti  erogati, ma non con il recupero retroattivo.
 In ogni caso è necessario precisare che se dovesse essere applicata nel nostro ordinamento, aspetto questo gravato da forte illegittimità, data la specificità del Comparto riconosciuta per legge, determinerebbe anche una disincentivazione a permanere in servizio da parte degli interessati, con effetti negativi che si aggiungono alla mancanza del turnover.
Stiamo producendo argomentate osservazioni al testo in discussione al Senato (che a breve pubblicheremo), e già chiesto di essere sentiti in Parlamento per far valere i diritti  acquisiti dei Poliziotti, non si può giocare con la pelle dei colleghi e con le loro aspettative di vita.
Roma, 5 dicembre 2014

SIULP    -    SIAP - ANFP -    SILP CGIL     UGL-Polizia di Stato

COISP    -    CONSAP -     UIL Polizia-Anip

martedì 25 novembre 2014

Anche il COISP ricorda la "Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere"

“Indispensabile la denuncia, ma la Polizia investa tempo e risorse per garantire una reale tutela a chi rischia di peggiorare la sua situazione, altro che tagli…”

“E’ giusto, è responsabile, è indispensabile incoraggiare alla denuncia le donne che subiscono violenza di qualsiasi tipo. Ma bisogna avere anche il coraggio di ammettere la verità: troppo spesso quella denuncia non arriva perché chi la fa si trova catapultata in una realtà psicologica se possibile anche più difficile, sapendo di rischiare di subire ritorsioni e violenze anche peggiori e non sapendo se potersi considerare al sicuro, tutelata al punto da superare indenne una battaglia titanica.
Il nostro compito, rispetto al quale non possiamo in alcun modo essere al di sotto delle più alte aspettative, è saper garantire quella protezione necessaria a produrre non una, non due, ma mille denunce di chi saprà di potercela fare con noi accanto.
Mezzi e risorse vanno destinate massicciamente alle Forze dell’Ordine che fra i loro mille compiti hanno anche e principalmente questo, di difendere chi si trova in condizione di debolezza e di completa esposizione alla barbarie altrui… altro che tagli”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in cui da più parti è giunto l’appello alla denuncia che consenta, così, un più rapido ed efficace intervento degli Organi deputati.
“Eppure noi che facciamo questo lavoro – insiste Maccari – sappiamo bene cosa ossessiona le vittime della violenza: denunciare non si può perché poi chi ci pensa a garantire una reale protezione? Mentre quando il carnefice lo viene a sapere diviene ancor più crudele… Una trappola rispetto a cui tocca a noi fornire una via d’uscita, prima di qualsiasi, seppur giusto, invito alla denuncia”. 

sabato 8 novembre 2014

NO A CHIUSURA SELVAGGIA E GIU' LE MANI DALLA SICUREZZA DEI CITTADINI

Ieri pomeriggio, presso il Dipartimento della P.S. si è tenuta la riunione tra le scriventi OO.SS.  ed una delegazione dell’Amministrazione, guidata dal Vice Capo della Polizia con funzioni Vicarie Prefetto Alessandro MARANGONI relativamente alle attività che il Dipartimento sta ponendo in essere e che riguarda il personale o l’assetto organizzativo dell’Amministrazione.
Il Prefetto Marangoni ha presentato lo studio per la revisione dei presidi e degli uffici della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale in funzione del fatto che la conclamata carenza degli organici, oggi assestata a circa 95.000 unità (che, qualora dovesse permanere il blocco del turn over al 55%, è destinata alle 80.000 unità  per il 2020), sulla razionalizzazione delle risorse e dei presidi in considerazione dell’attuale disponibilità di personale e delle esigenze che si devono soddisfare.
Il progetto, rispetto a quello presentato nella prima riunione, è stato sviluppato solo attraverso la razionalizzazione dei presidi delle quattro specialità: Stradale, Ferroviaria, Postale e Frontiera.
Dall’esposizione fatta dal Prefetto Marangoni è emersa una volontà, di fatto già pervicace e preordinata dell’Amministrazione, di voler stravolgere alcuni settori delle Specialità, attraverso una chiusura selvaggia di alcuni Compartimenti e dei presidi oggi esistenti. Nel progetto, infatti si prevede che per alcuni segmenti, quali ad esempio le Squadre Nautiche, ci sarà la soppressione di tutte quelle oggi esistenti.
A precise domande circa il mantenimento delle attuali 19 Direzioni Centrali rispetto ad un organico che si dovrà assestare a circa 22.000 unità in meno, il Prefetto Marangoni rispondeva che nulla era stato ancora deciso.
Ad altra precisa richiesta circa il fatto se era ancora opportuno o meno mantenere i Compartimenti atteso che oggi sono relegati a meri uffici burocratici e per disporre ispezioni a carico dei pattuglianti, il Direttore Centrale delle Specialità rispondeva che, nell’ottica dell’integrazione di queste Specialità nell’alveo delle competenze dell’Autorità di P.S., si poteva aprire un confronto purché non vi fosse una penalizzazione per i posti di funzione e quindi per lo sviluppo delle carriere e delle aspettative del personale.   
L’esposizione da parte dell’Amministrazione si è conclusa con la comunicazione che era già stato acquisito il parere delle Autorità provinciali di P.S., Prefetti e Questori e che la stessa, una volta concluso il confronto con il Sindacato, pensava di dare attuazione al piano per i primi mesi del prossimo anno.
Le scriventi OO.SS., in modo unanime e fermo, pur prendendo atto della nuova filosofia di integrazione delle Specialità sotto le funzioni delle Autorità di P.S. hanno condannato tale ipotesi di chiusura selvaggia dei presidi con relativo trasferimento dei colleghi, sia per il metodo che nel merito.
Nel metodo, perché il Sindacato ha ribadito che tali operazioni sono devastanti se non concertate in un’ottica complessiva e generale con l’altra Forza di polizia a competenza generale sul piano dell’Ufficio per il Coordinamento e la pianificazione delle Forze di polizia,  in quanto abbandonano il territorio e quindi negano la sicurezza ai cittadini senza, peraltro, indicare    gli obiettivi l’architettura del nuovo modello di sicurezza che si intende realizzare. Nel merito perché la chiusura selvaggia di circa 253 uffici di polizia, senza verificare cosa accade con le altre Forze di polizia e quale è la loro dislocazione sul territorio, di fatto indebolisce l’Autorità di P.S. provinciale abbandonando il territorio e alcune competenze alle Forze di polizia militari con il conseguente legittimo dubbio che si vuole svilire l’Autorità a favore della militarizzazione del territorio e della funzione stessa di polizia.  
Attesa la complessità della materia e il forte impatto negativo che la stessa avrà sia sui poliziotti che sul diritto alla sicurezza dei cittadini, le scriventi OO.SS. hanno richiesto un aggiornamento dell’incontro preannunciando, da subito, la loro contrarietà a discutere una siffatta situazione senza avere tutti gli elementi circa i criteri, le modalità applicative e come riutilizzare i risparmi che deriveranno da tale intervento, affermando, con fermezza, un principio irrinunciabile per tutti i sindacati: giù le mani dalla sicurezza dei cittadini e dai diritti dei poliziotti.
Roma 7 novembre 2014

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giovedì 23 ottobre 2014

No alla controriforma della Pubblica Sicurezza

Legge stabilità cancella griglie orarie per servizi poliziotti, appello Sindacati ad Alfano e Renzi

Diamo atto pubblicamente al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’interno ed al Governo di aver mantenuto l’impegno solennemente assunto, grazie al dialogo finalmente stabilitosi, pur dopo forti incomprensioni: come avevamo anticipato oggi è ufficiale, nel testo del disegno di legge di stabilità c’è lo sblocco del tetto retributivo e di tutti gli effetti dei meccanismi di progressione economica e di carriera.  
Chiediamo però all’Esecutivo di rivedere immediatamente la cancellazione di fatto dell’obbligo di rispettare le griglie orarie previste per l’effettuazione dei servizi dall’Accordo nazionale quadro: si tratta di una norma che nulla ha a che vedere con i risparmi di spesa e neanche con l’efficienza dei servizi, ma ha il solo obiettivo di nascondere dietro un dito conclamate incapacità dirigenziali che affliggono la Polizia di Stato.  
Da tempo avevamo già registrato il tentativo strisciante di riportare indietro l’orologio della storia che l’Amministrazione della pubblica sicurezza stava tentando di mettere in atto sia che si parlasse, solo per fare qualche esempio, di straordinari o di alloggi servizio, per non parlare della revisione della spesa ipotizzata con la chiusura di molti presidi di frontiera, quelli dove si fa veramente polizia.  
La difesa di intollerabili privilegi economici è intimamente connessa con l’arroganza di chi, mentre tenta di definirsi manager   si comporta ormai sfacciatamente da caporale di giornata: il nostro datore è andato a raccontare frottole per cancellare in maniera unilaterale un contratto per poi andare ad una
trattativa che i rappresentanti dei lavoratori dovrebbero affrontare con coltello alla gola rappresentato
dalla deregulation che si avrebbe nei servizi durante trattative lunghe e complesse.
L’Amministrazione ha finalmente gettato la maschera rendendosi promotrice di un tentativo di controriforma per rimilitarizzare la Polizia di Stato, attuando un sogno a lungo accarezzato dai troppi dirigenti che vorrebbero, così facendo, nascondere le proprie incapacità e mantenere privilegi.
Siamo disponibili a discutere di tutto e ci appelliamo alla disponibilità ufficialmente manifestata in questo senso dal Presidente del Consiglio: si proceda al rinnovo del contratto, come previsto da ormai due anni dal decreto D’Alia ed alla consequenziale stesura di un nuovo Anq, come già previsto dalla normativa,
ma sia cancellata immediatamente la norma transitoria che tenta di cancellare quarant’anni di lotte dei lavoratori di Polizia per mantenere privilegi inammissibili ed a volte anche inconfessabili.
Ci appelliamo al Governo, dal Ministro Alfano al Presidente Renzi, affinché venga salvaguardata la Riforma della Pubblica Sicurezza del 1981 dall’aggressione di chi, accampando mille alibi, non ha finora consentito di attuarla fino in fondo e che finalmente ha una faccia, un nome ed un cognome.
Roma, 23 ottobre 2014   

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