martedì 17 marzo 2009
Mafia in Abruzzo: COISP, mantenere alta la guardia
Pubblicato da coisp l'aquila
lunedì 16 marzo 2009
Via Fani 16 marzo 1978
...nei ricordi e nel cuore del COISP!!
Muore a 24 anni all'istante, crivellato da otto pallottole.
Diviene il suo autista di fiducia e non lo lascia fino alla morte. Il 16 marzo 1978 si trova al posto di guida della Fiat 130 su cui viaggiava il Presidente della DC. A 42 anni lascia una moglie e due bambini.
Pubblicato da coisp l'aquila
venerdì 13 marzo 2009
CONTROLLORI ARMATI A TERAMO: IL COISP, “MERAVIGLIATI E OFFESI”
"Il Coisp - si legge nel comunicato diffuso dal sindacato - rimane meravigliato nell'apprendere che a Teramo il servizio di controllo dei biglietti del Trasporto Pubblico Locale è stato affidato ad una società di vigilanza privata che utilizza le guardie particolari giurate per tale servizio, cosa che non dovrebbe essere consentita, poiché le leggi in materia di pubblica sicurezza stabiliscono che tali addetti possono essere destinati alla vigilanza e custodia della proprietà mobiliare e immobiliare".
Secondo il Coisp andrebbe accertato se tale attività si limita al controllo dei biglietti o include altro. Il sindacato chiede se l'utilizzo dei vigilantes costituisce la risposta alla scarsa percezione di sicurezza dei cittadini. In tal caso, "sarebbe un'offesa al duro lavoro che svolgono le forze dell'ordine per garantire la tranquillità e la serenità di tutti i cittadini italiani". (AMATER).
CONTROLLORI ARMATI SUI BUS DI LINEA A TERAMO
(AMATER) - TERAMO, 12 MAR 09 - Sugli autobus di Teramo i controllori dei biglietti hanno la pistola e le manette, e con questo equipaggiamento multano chi è sprovvisto del titolo di viaggio.
La Staur srl, società privata branca della Baltour - che gestisce i trasporti pubblici locali sin dal 1979 - ha infatti appaltato da anni il servizio alla Vigilantes srl, un corpo di vigilanza privato impegnato tra le altre cose in "servizi di antirapina bancaria, postazioni in stabilimenti, ville e residenze", il cui motto impresso anche sulle uniformi è "vigilo...prevengo...reprimo"........ segue su http://www.amater.it/?q=node/2045
Pubblicato da coisp l'aquila
martedì 10 marzo 2009
Il COISP ricorda il Maresciallo Rosario Berardi
contrapposta all’infamia della violenza a tradimento perpetrata da assassini senza scrupoli come gli appartenenti alle brigate rosse. Il Maresciallo Rosario Berardi, con il suo instancabile lavoro diuturno, ed il suo encomiabile spirito di servizio, contribuì a garantire la sicurezza e la giustizia nel nostro Paese, per questo è stato fatto a pezzi, eliminato con una ferocia che dimostrò drammaticamente quanto valente fosse la sua opera”. Queste le parole che Franco Maccari, Segretario Generale del COISP - il Sindacato indipendente di Polizia, dedica al Maresciallo Rosario Berardi, nel giorno dell’anniversario del suo assassinio. Berardi, che nella sua veste di capo dell’ufficio investigativo antiterrorismo della questura di Torino avrebbe dovuto testimoniare nel maxi-processo contro le brigate rosse, il giorno prima dell’udienza, e precisamente la mattina del 10 marzo 1978, fu ammazzato mentre aspettava il tram per recarsi a lavoro. I suoi quattro assassini gli spararono alla schiena 3 colpi, per poi fare ancora fuoco mentre il Poliziotto era a terra, colpendolo quattro volte al capo ed alle braccia. “Tanti, troppi drammi come quello di Berardi – aggiunge Maccari - ci ricordano le atrocità di cui sono stati capaci i terroristi ma, allo stesso tempo, devono far riflettere tutti su cosa abbia significato poter contare sulla professionalità, sull’onestà, sul coraggio di Poliziotti come questo, e come tanti altri che ogni giorno assolvono al proprio dovere con competenza, con serietà, con dignità, nel silenzio. In questo giorno dedicato all’eroismo di Berardi – conclude il leader del Coisp -, un senso di malinconia e di indignazione sale a stringere un nodo in gola, pensando che il rispetto per lui, come per tutti gli altri martiri della Polizia di Stato, come per tutti gli uomini e le donne in divisa che ancora vivi combattono ogni giorno per gli altri, non può limitarsi ad una Medaglia d’Oro giustamente tributata. Il rispetto, la gratitudine, il riconoscimento del valore del lavoro dei Poliziotti dovrebbe essere dimostrato ogni giorno, ed invece, ogni giorno, siamo costretti a misurarci con una realtà in cui i terroristi condannati vengono ospitati a braccia aperte negli altri
Paesi, le istituzioni limitano i già esigui mezzi a nostra disposizione, ed il governo pensa ad istituzionalizzare le ronde invece che trovare il modo di consentirci di riparare le auto di servizio danneggiate”.
Pubblicato da coisp l'aquila
sabato 7 marzo 2009
8 marzo
a tutte le donne che ogni giorno urlano le loro sofferenze, in silenzio,
alle donne che dedicano la loro vita alla famiglia e alla cura degli altri,
alle donne intrappolate dai preconcetti e dalle ipocrisie,
a quelle che non possono vivere la propria femminilità,
a tutte le donne che lavorano e sognano, che ridono e piangono, che amano e odiano, ricordate che nulla vi impedirà mai, di essere libere di pensare e di provare le vostre emozioni.
Auguri a tutte Voi e auguri, perché no, agli uomini che amano e rispettano le donne, attente, però, l’8 marzo non cercate di essere una grande donna, già il fatto di essere donna, vi rende grande!!
Auguri ……
r.s.
Pubblicato da coisp l'aquila
mercoledì 4 marzo 2009
RONDE INUTILI E PERICOLOSE
Anche l'Abruzzo, dunque, è alle prese con il decreto legge del governo che legalizza l'istituzione di ronde di cittadini che intendano vigilare sulla sicurezza. Mentre alcune forze di estrema destra già annunciano di essere pronte a scendere nelle strade, il Coisp critica aspramente la decisione del governo.
"Non c'era bisogno di legiferare su questa materia - afferma Li Calzi -. Per i cittadini era già possibile riunirsi ed è sempre stato un loro dovere avvertire le forze dell'ordine qualora si trovassero sulla scena di un crimine. Questo provvedimento rischia di innescare meccanismi controproducenti. Occorre competenza e professionalità in questo campo".
Per il segretario del Coisp, "sulla sicurezza siamo al paradosso. Mancano le risorse e gli uomini e intanto si continua a tagliare. Basti pensare che all'ospedale dell'Aquila il questore ha dovuto chiudere il posto di polizia nelle ore notturne. In pratica lo Stato abbandona il territorio e chiede ai cittadini di auto organizzarsi".
Il Coisp ha chiesto ai prefetti e ai sindaci dei comuni abruzzesi, delegati dal ministero degli interni a rilasciare i permessi, "di vigilare e selezionare attentamente le autorizzazioni per le ronde, perché altrimenti si rischia il caos, come sta già accadendo in alcune zone d'Italia con l'istituzione di ronde e contro-ronde". (AMATER).
SB
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lunedì 2 marzo 2009
In Ricordo di Emanuele PETRI
Era il mattino del 2 marzo 2003 quando si è compiuto il tragico destino di Emanuele Petri, quando sale sul diretto Roma-Firenze alla stazione di Terontola, in Umbria, per dei controlli di routine.
Petri, insieme a due colleghi, all'oscuro dell'identità dei due passeggeri, si avvicina e chiede i documenti, che vengono loro prontamente consegnati. I poliziotti contattano via telefono cellulare i colleghi fiorentini, per il controllo dei nominativi, che risultano falsi: al terminale della Polizia emerge soltanto che non si tratta di persone segnalate. Lioce e Galesi, però, non sanno di aver superato il controllo e, temendo che gli Agenti vogliano verificare anche i numeri delle loro carte di identità falsificate, durante la telefonata, tra le stazioni di Camucia e Castiglion Fiorentino passano all'azione. Sono attimi drammatici: Galesi estrae la pistola, una Beretta calibro 7,65, e la punta alla gola di Emanuele Petri. Poi, i due terroristi chiedono agli altri Agenti di gettare la pistola d'ordinanza: Di Fronzo la lancia sotto il sedile, Fortunato, invece, la tiene. Galesi spara un primo colpo e uccide Petri, mentre Nadia Desdemona Lioce si getta sulla pistola buttata da Di Fronzo e ha con lui una colluttazione. Intanto Galesi si gira e scarica il caricatore addosso a Fortunato, colpendolo una sola volta e ferendolo al fegato e a un polmone.
“Basterebbe la semplice ricostruzione dei fatti – dice Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, il Sindacato Indipendente di Polizia – per capire la drammaticità delle situazioni in cui i colleghi si trovano a lavorare quando devono fronteggiare situazioni che sono focolai di male e criminalità, che covano sotto altre situazioni ammantate di ideali politici”. “A sei anni da quel drammatico giorno – continua Maccari – la giustizia ha fatto il suo corso e noi non vogliamo entrare nel merito, ma a sei anni di distanza, ancora oggi c'è chi, paventando ideali politici, fomenta situazioni che alla lunga si trasformeranno in una vera e propria bomba a orologeria che colpirà. E ancora una volta, - conclude il Segretario Generale del Coisp - purtroppo a rimanere vittima di tutto ciò, saranno le persone meno tutelate, le Forze dell'Ordine, come sempre in prima linea per garantire l'incolumità dell'intera comunità”.
Emanuele Petri: 30 anni in Polizia con coraggio e altruismo
Emanuele Petri è morto il 2 marzo 2003 in un conflitto a fuoco sul treno Roma‐Firenze durante un controllo di routine, svolto insieme ad altri due colleghi: Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo. Il sovrintendente Emanuele Petri, 48 anni, è morto dopo aver trascorso quasi 30 anni in Polizia in un giorno in cui non avrebbe neanche dovuto essere in servizio.
Emanuele aveva infatti cambiato il turno solo per poter accompagnare un amico ad una visita medica. L'altruismo di "Lele", come lo chiamavano i colleghi e gli amici, era riconosciuto da tutti e proprio così lo ricordano gli abitanti di Tuoro sul Trasimeno il paese, in provincia di Perugia, dove il poliziotto abitava: "Lele, sempre a disposizione degli altri", "Lele il compagnone", "un ragazzo al quale piaceva scherzare, sempre con la battuta pronta".
Un poliziotto che faceva il suo lavoro con orgoglio, consapevole dei rischi che poteva correre ma coraggioso e sempre disponibile. Già una volta era stato coinvolto in un conflitto a fuoco.
Era il 23 maggio del 1980 e Emanuele aveva deciso di intervenire per fermare un uomo armato che, in preda ad un attacco di follia, aveva cominciato a sparare all'impazzata nel centro di Arezzo mettendo a rischio la vita di molte persone.
La sparatoria del treno Roma‐Firenze portò all'arresto della terrorista Nadia Desdemona Lioce e permise agli investigatori della Polizia di Stato di ricostruire la storia delle nuove Brigate Rosse e dei membri dell'organizzazione terroristica, responsabili tra l'altro dell'assassinio dei consulenti del Ministero del Lavoro Massimo D'Antona e Marco Biagi (uccisi rispettivamente nel 1999 e nel 2002). La Lioce venne condannata all'ergastolo per l'assassinio del Sovrintendente Emanuele Petri e per quelli dei due professori universitari.
Chi era
Nato a Castiglion del Lago il primo febbraio del 1955, Petri era entrato in Polizia nell'ottobre del '73 come allievo frequentando il corso nella scuola di Trieste.
Nel maggio del '74 era stato trasferito a Roma, all'Autocentro di Polizia, poi nel '75 in quello di Firenze.
Nel '78 era arrivato alla questura di Arezzo dove era rimasto fino all'agosto del '91 anno in cui era passato al compartimento di Polizia Ferroviaria di Arezzo. In questo lungo periodo Emanuele si era sposato e aveva avuto, nel 1984, un figlio di nome Angelo che oggi ha 19 anni.
Nel 1992 il sovrintendente era stato assegnato alla Polfer di Terontola.
Pubblicato da coisp l'aquila
sabato 21 febbraio 2009
COISP: RONDE, E’ LA RESA DELLO STATO
E’ davvero incredibile e alquanto oltraggioso!”
Il COISP, ritiene che è lo STATO che deve garantire la sicurezza e non si può delegare i semplici cittadini per tutelare un bene essenziale come la “sicurezza”. Dare segnali come: i militari nelle città o le ronde significa colpevolizzare le Forze dell’Ordine e far sembrare che la situazione odierna è dovuta all’incapacità della polizia ad arrestare i malviventi quando sappiamo tutti che il vero problema è la mancanza della “certezza della pena”.
Il COISP ha la sensazione che, per la prima volta nella storia repubblicana, lo Stato stia per rinunciare ad una delle sue funzioni più importanti ed irrinunciabili: la gestione della sicurezza.
Appaltando il servizio, che deve essere svolto nell'interesse generale e secondo regole espressamente previste dalla legge e soprattutto con grande professionalità da parte di operatori qualificati ed esperti, visto che si tratta di intervenire sui diritti essenziali dei cittadini, a privati, che per forza di cose, non potranno mai garantire ne' la stessa qualità del servizio né soprattutto la professionalità necessaria. Sarebbe un punto di non ritorno nella gestione della sicurezza le cui conseguenze non potranno non essere negative, è come se si chiedesse di operare ai farmacisti invece che ai chirurghi.Il COISP auspica che i Sindaci ed i Prefetti vigilino attentamente su quanto potrebbe accadere in quanto le associazioni di volontari, oltre ad essere perfettamente inutili per la sicurezza, costituiranno un ulteriore appesantimento per il lavoro delle Forze dell’ordine e potrebbero esporre i cittadini a rischio di aggressioni ma, cosa più grave, segneranno di fatto la rinuncia dello Stato alla gestione esclusiva e responsabile di una funzione imprescindibile, quella della “sicurezza”; i cittadini se vorranno aiutarci chiamino sempre ed immediatamente il 113 per qualsiasi timore.
(AGI)- L’Aquila, 21 feb. - “Il Coisp, sindacato indipendente di Polizia, rimane stupefatto dall’ufficializzazione delle ‘ronde’ approvata ieri dal Consiglio dei Ministri”. Lo afferma il delegato provnciale della sigla, Santino Li Calzi. “Il Cosip - continua Li Calzi - ritiene che e’ lo Stato che deve garantire la sicurezza e non si puo’ delegare ai semplici cittadini la tutela di un bene essenziale come la sicurezza. Dare questo tipo di segnali, da parte delle istituzioni, significa colpevolizzare le Forze dell’Ordine e far sembrare che la situazione odierna e’ dovuta all’incapacita’ della polizia ad arrestare i malviventi quando sappiamo tutti che il vero problema e’ la mancanza della certezza della pena”. Il timore del Cosip e’ che l’appaltare il servizio, che deve essere svolto nell’interesse generale e secondo regole espressamente previste dalla legge con professionalita’ da parte di operatori qualificati ed esperti, non potra’ mai garantire ne’ la stessa qualita’ del servizio ne’ soprattutto la professionalita’ necessaria. “Sarebbe un punto di non ritorno - dice il delegato provinciale del Coisp - nella gestione della sicurezza, le cui conseguenze non potranno che essere negative. Il nostro sindacato auspica che il Sindaco e il Prefetto vigilino attentamente su quanto potrebbe accadere, in quanto le associazioni di volontari, oltre ad essere perfettamente inutili per la sicurezza, costituiranno un ulteriore appesantimento - conclude - per il lavoro delle Forze dell’ordine ma, cosa piu’ grave, segneranno di fatto la rinuncia dello Stato alla gestione esclusiva e responsabile di una funzione imprescindibile, quella della sicurezza”. L’invito del Coisp, rivolto a tutti i cittadini, e’ quello di fare sempre riferimento al 113 per le emergenze di ogni ordine e grado.(AGI)
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sabato 14 febbraio 2009
Posto Fisso Polizia Ospedale - Preside CIFONE CONTRO CHIUSURA
Tratto da Il Messaggero L'Aquila del 14 febbraio 2009
Posto Fisso. La preside della Facoltà di Medicina dell’Università Maria Grazia Cifone ha sollecitato gli enti a non ridimensionare il Posto Fisso di Polizia "struttura importante per la sicurezza dei cittadini".
Preside facoltà di Medicina appoggia il Coisp
L'Aquila, 14 feb. - “Posto di Polizia al S. Salvatore servizio ai cittadini ed agli studenti”
Piacevole sorpresa per il Coisp – sindacato indipendente di Polizia – apprendere del sostegno della Preside della facoltà di Medicina Pr.ssa CIFONE, contro la chiusura del Posto di Polizia dell’Ospedale. “Mi dispiacerebbe moltissimo – ha detto la prof. CIFONE a margine della conferenza stampa di replica al DG Marzetti- che questa postazione di polizia, un domani potesse scomparire oppure essere indebolita, in quanto è un servizio che rassicura i cittadini ed in particolare i nostri studenti. Tutto ciò che colpisce e porta ad un indebolimento della struttura ospedaliera sia diretta che indiretta colpisce tutti”. Non avevamo pensato che il Posto di Polizia oltre a garantire la “sicurezza” dell’Ospedale, funge anche da “presidio Universitario”; oltre 5.000 studenti che gravitano intorno al polo di Coppito debbono far “riflettere molto” chi ha deciso di cancellare con tanta leggerezza un importante punto di riferimento per migliaia di cittadini e contribuenti. Il COISP valuta positivamente il fronte che si sta creando contro la chiusura del Posto di Polizia, invita tutte le forze politiche, le Istituzioni ma anche la cittadinanza a far sentire la propria voce, affinché non venga meno in senso di “sicurezza” dell’intera area del “polo Ospedaliero ed Universitario” di Coppito.
http://www.ilcapoluogo.com/content.php?article.12960
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giovedì 12 febbraio 2009
SANITA': INCONTRO COISP-PROVINCIA SU POSTO FISSO POLIZIA
(ANSA) - L'AQUILA, 9 FEB - Il Coisp, sindacato indipendente di polizia, e la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, hanno discusso, nel corso di un incontro, della chiusura del Posto Fisso di Polizia dell'ospedale regionale
La presidente della Provincia ed il vicesindaco hanno condiviso la preoccupazione per la chiusura
Pubblicato da coisp l'aquila
